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Impatto sul paziente
• Sono molti i cambiamenti ai quali un paziente in dialisi deve abituarsi; uno dei più grandi riguarda sicuramente le abitudini alimentari.
• In nefropatia allo stato terminale (ESRD, End Stage Renal Disease) il paziente può non nutrirsi a sufficienza a causa di alterazioni del gusto, anoressia, nausea e diete sgradevoli.
• I pazienti sono spesso confusi dalle nuove restrizioni e dall’impatto sulla salute derivante dal non seguire tali restrizioni.
• La malnutrizione proteica e calorica rappresenta un problema nei pazienti affetti da nefropatia allo stato terminale (ESRD)
• Tale malnutrizione è uno tra più forti indici di malattia e mortalità.
• I pazienti con un basso livello di albumina serica sono a rischio malnutrizione.
• I pazienti hanno difficoltà nel trovare cibi che contengano proteine nobili che permettano all’organismo di mantenersi in forma e limitare al tempo stesso la formazione di urea
La domanda potenziale diAlbumax
• I pazienti in dialisi necessitano un modo facile di assumere proteine nobili nella loro dieta.
• Gli integratori alimentari esistenti contengono una varietà di ingredienti tale che, alcuni tra essi possono rivelarsi non adatti ad ogni paziente in dialisi. Molti integratori sono inoltre in forma liquida, aumentando così l’apporto liquido del paziente.
• Albumax in polvere invece fornisce solo le migliori proteine nobili del siero, isolate insieme a due sostanze nutritive ritenute benefiche per tali pazienti, L-carnitina and Arginina. Albumax può essere mischiato o cosparso sui cibi, senza pertanto aumentare l’apporto liquido del paziente e senza aggiungere nulla che potrebbe rivelarsi inadeguato.
• Albumax contiene calcio caseinato, contenente a sua volta abbastanza calcio da legare il fosforo contenuto in Albumax, oltre ad essere la seconda fonte di proteine.
• Studi preliminari dimostrano che Albumax è particolarmente efficace nell’aumento dei livelli sanguigni di albumina. I dietologi interpellati si sono rivelati entusiasti circa il prodotto.
• Gli integratori in commercio non sono creati appositamente per ogni paziente o non contengono la stessa quantità per dose di proteine nobili del siero contenuto in Albumax.
Modifiche del regime alimentare nei pazienti in dialisi.
• La perdita della funzione renale fa si che l’organismo si sovraccarichi di liquidi durante le sessioni di dialisi. Questo può causare pressione alta, respiro affannoso, gonfiore degli arti inferiori e superiori, del viso e, in alcuni casi scompenso cardiaco.
• Al fine di prevenire tali sintomi l’apporto di liquidi deve essere strettamente monitorato. Per liquidi s’intende qualsiasi elemento si trovi in tale stato a temperatura ambiente, dalle caramelle gelatinose ai gelati. Solitamente, la razione quotidiana viene calcolata dal dietologo.
• Sono molti i controlli e le restrizioni necessarie al paziente. Alcuni minerali e vitamine, o cibi che li contengono, possono rivelarsi nocivi e vanno assunti con moderazione o perfino evitati..
• I livelli di potassio devono essere attentamente controllati, poichè livelli alti di tale sostanza possono alterare la frequenza cardiaca. Il potassio, contenuto in molti cibi, deve essere assunto con cautela, poiché durante la dialisi si alza il suo livello.
• Anche il fosforo, altrettanto presente in molti cibi, deve essere controllato. Livelli alti di questa sostanza possono estrarre il calcio dalle ossa, rendendole deboli e soggette a fratture. Molti pazienti devono sottoporsi a trattamenti a base di fosforo per prevenire l’accumulo di tale sostanza.
• Il sodio deve essere limitato, per tenere sotto controllo il senso di sete, evitando così l’elevata assunzione di liquidi. I pazienti vengono incoraggiati a mangiare cibi a basso contenuto di sodio, usando spezie al posto del sale.
• Le proteine aiutano alla costituzione dei muscoli e giocano un ruolo fondamentale nella riparazione dei tessuti; tuttavia, le proteine terminano nelle scorie prodotte dall’urea, accumulandosi così nel sangue e dando dolore al paziente. È importante che i pazienti vengano ben nutriti e incentivati a una dieta a base di proteine nobili, in grado di produrre meno scarti rispetto a proteine a basso valore biologico.
Dialisi
• La dialisi artificiale si rende necessaria quando la funzione renale scende al di sotto del 10%.
• Ne esistono due tipi:, emodialisi e dialisi peritoneale.
• L’emodialisi rimuove il sangue dal paziente, portandolo in un macchinario che utilizza un tubo di membrana di cellulosa, immerso in una gran quantità di liquido. Grazie alla pressione osmotica del sangue, la membrana permette il passaggio delle scorie verso il liquido dialitico. Il sangue purificato viene reintrodotto all’interno dell’organismo.
• La dialisi peritoneale sfrutta il rivestimento della cavità addominale, chiamata peritoneo, come membrana dialitica. Il liquido viene iniettato nella cavità addominale e le scorie presenti nel sangue si diffondono in questo liquido, che viene poi rimosso e rimpiazzato dopo diverse ore.
• In medicina, la dialisi è una terapia renale di sostituzione utilizzata per fornire un rimpiazzo artificiale alla perdita della funzione dell’organo. Non è una cura, ma un trattamento che permette di mantenere i parametri vitali; può essere utilizzata per pazienti gravi che hanno improvvisamente perso la funzione renale (insufficienza renale acuta) o per pazienti con condizioni stabili che hanno definitivamente perso la funzione dell’organo (nefropatia allo stato terminale). In condizioni salutari, i reni rimuovono i prodotti di scarto dall’organismo (ad esempio potassio, acidi e urea) e i liquidi in eccesso sotto forma di urina. I trattamenti dialitici hanno la funzione di duplicare entrambe tali funzioni di rimozione delle scorie (dialisi) e dei liquidi (ultrafiltrazione).
• Esistono due principali tipi di dialisi, l’emodialisi e la dialisi peritoneale. L’emofiltrazione, pur essendo molto simile non è propriamente un trattamento dialitico..
• Emodialisi
• Durante l’emodialisi, il sangue del paziente viene pompato attraverso il compartimento sanguigno del dializzatore, esponendolo a una membrana semipermeabile. La soluzione dialitica viene pompata attraverso il compartimento dializzato del dializzatore, configurato in maniera che il sangue e la soluzione dialitica scorrano su lati opposti della membrana semipermeabile. Il sangue dializzato viene dunque reinserito, attraverso un circuito, nell’organismo. L’ultrafiltrazione si pratica invece aumentando la pressione della membrana dializzatrice. Questo accade solitamente applicando pressione negativa al compartimento dializzato del dializzatore. Tale gradiente di pressione permette al sangue e al liquido dissolto di spostarsi dal sangue al dializzato, consentendo, in un trattamento di 3-4 ore, l’eliminazione di vari litri di liquidi in eccesso ( sale e acqua). Il peso del paziente in dialisi si misura in chili: pertanto, un litro di liquido equivale a 2,2 libre (ca 1,1 kg – ndt) di peso corporeo. L’emodialisi viene ripetuta solitamente 3 volte a settimana, ma a volte vengono prescritte sedute di 2-3 ore per 5-6 volte a settimana. L’emodialisi può essere svolta sia come prestazione ambulatoriale, sia da casa, ammesso che sussistano condizioni e assistenza adatte.
• Dialisi peritoneale
• Nella dialisi peritoneale, viene introdotta attraverso un piccolo tubo, nella cavità omonima, una soluzione sterile contenente minerali e glucosio; tale cavità, che circonda l’intestino, agisce da membrana semipermeabile. Il dializzato viene lasciato il tempo necessario per assorbire I prodotti di scarto, per poi essere drenato all’esterno. Tale ciclo o “scambio” viene solitamente ripetuto 4-5 volte al giorno (a volte anche un maggiore, grazie ai trattamenti meccanici applicabili durante la notte). L’ultrafiltrazione avviene per osmosi; la soluzione dialitica usata contiene un’alta concentrazione di glucosio e, la pressione osmotica risultante permette al fluido di muoversi dal sangue al dializzato, ottenendo così una quantità di liquido maggiore rispetto a quello instillato. La dialisi peritoneale è meno efficiente rispetto all’emodialisi, ma poiché viene pratica per un lasso di tempo maggiore, il risultato netto in termini di quantità di sale e acqua rimossa, li rendono simili. La peritoneale può essere svolta a casa e richiede motivazione. Sebbene il supporto sia importante, non è essenziale: libera il paziente dall’impegno di recarsi in clinica ad orari prestabiliti e, disponendo di un minimo di attrezzatura specialistica, può essere praticata perfino in viaggio.
• Emofiltrazione
• L’emofiltrazione è un trattamento simile all’emodialisi, ma si avvale di un principio diverso. Il sangue viene pompato attraverso un dializzatore, o “emofiltro”, ma non viene usato nessun dializzato. Viene poi applicato un gradiente di pressione, che consente all’acqua di muoversi rapidamente attraverso la membrana permeabile, facilitando così il trasporto delle sostanze dissolte, fondamentalmente quelle con peso molecolare rilevante, che risultano meno purificate dall’emodialisi. I sali e i liquidi persi dal sangue durante tale processo vengono rimpiazzati con un “liquido sostitutivo” infuso nel circuito extracorporeo. Emodiafiltrazione, infine, è il termine usato per indicare diversi metodi di combinazione tra emodialisi e emofiltrazione nello stesso processo.
La funzione dei reni
• I reni rimuovono dal sangue i prodotti di scarto, regolano la concentrazione di ioni nel sangue e vi mantengono le particelle essenziale.
• Ciò avviene mediante tre meccanismi di base: filtrazione, riassorbimento e secrezione.
• I reni riescono a rimuovere le scorie e regolare ioni ed elettroliti anche quando svolgono la loro funzione al 10%.
La condizione di Nefropatia allo stato terminale (ESRD)
• Si parla di ESRD quando I reni non sono più in grado di provvedere allo svolgimento di funzioni di essenziali per la vita quotidiana, quali espulsione dei rifiuti, concentrazione dell’urina e regolazione dell’elettrolisi.
• Quando l’insufficienza renale cronica raggiunge lo stadio in cui la la funzionalità dell’organo tocca il 10%, si comincia a valutare la dialisi o il trapianto.
• ESRD può essere causata da nefropatia o insufficienza renale causate a loro volta da diabete, pressione alta o da reazione a tossine.
• Valori d’insufficienza renale superiori al 90% generano un accumulo di sostanze tossiche nel sangue e nei tessuti, dando così luogo all’uremia, condizione che senza intervento porta alla morte.
Trattamenti dialitici esistenti
• Il primo obiettivo del trattamento è quello di identificare e combattere ogni causa reversibile che conduce all’insufficienza renale (per esempio medicazioni tossiche o ostruzioni delle vie urinarie.
• L’apporto di liquidi deve essere ristretto al volume di urina emesso.
• Modifiche al regime alimentare. I primi stadi di insufficienza renale richiedono una dieta ricca di carboidrati e povera di proteine, sodio e potassio. Quando i reni smettono completamente di svolgere la loro funzione, la dieta cambia ancora, poiché serve una gran quantità di proteine nobili.
• Gli antibiotici possono essere usati per combattere o prevenire infezioni.
• Vengono somministrati diuretici per rimuovere i liquidi che i reni non espellono.
• I livelli di potassio nel sangue vanno controllati attentamente. Sono diversi i metodi usati a tal fine, tra cui la somminstrazione di farmaci a base di calcio, glucosio, o l’assunzione per via orale o rettale di una resina che permette lo scambio di potassio.

• La dialisi - Quando la funzione renale crolla sotto il 10%, solitamente si diagnostica ERSD, rendendo necessario l’avvio della dialisi per la rimozione delle scorie e dei liquidi in eccesso, tenendo comunque in considerazione l’eventualità del trapianto. Nel 2001 392.023 pazienti negli USA si sono sottoposti a cure relative a ESRD.
• Esistono due tipi di trattamenti dialitici; l’emodialisi e la dialisi peritoneale.
• Emodialisi imputa l’uso di un macchinario, di un filtro osmotico e di un fluido chiamato dializzato. L’accesso al flusso sanguigno del paziente avviene attraverso un piccolo intervento, solitamente localizzato nel braccio. Il sangue passa attraverso il macchinario per la dialisi, in cui i prodotti di scarto come ad esempio urea, creatinina, potassio e liquidi in eccesso si spostano verso il il filtro del dializzato. Le molecole più grandi come ad esempio cellule sanguigne, proteine e altri elementi importanti rimangono nel lato del sangue. Il sangue purificato viene poi reintrodotto nell’organismo attraverso lo stesso punto d’accesso.
• L’emodialisi può essere svolta in ospedale, in ambulatorio o a casa. Negli Stati Uniti la maggior parte dei pazienti in dialisi ha scelto l’emodialisi: nel 2001 tale numero era pari a 260.660 pazienti.
• L’emodialisi dura in genere 4 ore e si svolge 3 volte a settimana.
• La dialisi peritoneale si avvale dello stesso principio di purificazione sanguigna ma utilizza tale membrana addominale come filtro..
• La dialisi peritoneale si svolge solitamente a casa, con cadenze giornaliera. Il chirurgo piazza un catetere nell’addome del paziente; durante il trattamento il liquido dializzato scorre dal catetere all’addome. Il tempo in cui il dializzato rimane nell’addome cambia e spazia un’ora / un’ora e mezza fino a 9 o più ore. Dopo il tempo stabilito il dializzato viene rimosso attraverso il catetere e trasferito in una borsa sterile. La maggior parte dei pazienti necessita da quattro a sei cambi al giorno. Tale dialisi può essere effettuata di giorno o durante il sonno, mediante un meccanismo automatizzato.
• La dialisi peritoneale negli USA non è così diffusa come l’emodialisi. Nel 2001 vi si sono sottoposti 26.834 pazienti.
• Entrambe le forme non rappresentano una cura ma un trattamento. I pazienti affetti da insufficienza renale cronica possono candidarsi a un trapianto d’organo. La probabilità di sopravvivere 10 anni o più con un rene trapiantato è molto più alta della percentuale di sopravvivenza dei pazienti in dialisi, che si attesta intorno al 9% (quella di un paziente sottoposto a un trapianto è invece del 78%.
La malnutrizione proteica è condizione comune ed è il fattore principale che contribuisce alla malattia o alla mortalità di tali pazienti.
• Quando un paziente si affida alla dialisi, il suo status nutrizionale ne risente, a causa della malattia, di fattori contingenti e della terapia stessa.
• In termini di nutrizione, il rischio primario è la malnutrizione proteica. La dialisi svuota il sangue di proteine e aminoacidi
• I scarsi livelli di proteine nel sangue costringono l’organismo a trarne dai tessuti muscolari.
• La quantità di proteine previste in una dieta destinata ai pazienti è di 1.2 grammi al giorno, due terzi in più rispetto a una persona in salute.
• Secondo la National Kidney Foundation1 “l’albumina serica è un valido ed efficace metodo per il mantenimento dei valori proteico-energetici dei pazienti.” Un alto livello di albumina serica indica un buono status nutrizionale proteico, con l’obiettivo di superare il limite più basso del range normale di 4.0g al giorno.
• La causa primaria di ESRD che porta alla dialisi è il diabete.(nel 2003 con incidenza di 35.330 pazienti) seguita dall’ipertensione (incidenza del 2003 pari a 28,319). L’incidenza totale risultante da tutte le cause di ESRD nel 2003 è stata pari a 102,567.
• I tassi d’incidenza negli ultimi quattro anni sembrano essersi stabilizzati.
• I tassi prevalenti di ESRD mostrano un aumento dal 4% al 5% dal 2000 al 2003 dimostrando che il tasso di mortalità è in declino..
• La popolazione dializzata ha raggiunto quota 325.000 nel 2003, quasi il doppio rispetto al 1998.
• La maggiorparte (93%) della popolazione dializzata si sottopone all’emodialisi.
• Non esistono dati dimostranti che interventi per tempo riducano il tasso di mortalità.
Cause della malattia renale
• Nel 2001 circa 138.483 casi di malattia renale erano causati da diabete.
• L’ipertensione può essere sia causa che effetto della malattia renale. Nel 2001, circa 91.636 casi di malattia renale furono causati da ipertensione.
• La terza più comune causa di malattia renale è la glomerulonefrite, che nel 2001 ha provocato 7.687 casi di malattia renale.
• La cisti renali sono la quarta causa e nel 2001 hanno provocato 2143 casi.
• Tutte le altre cause hanno provocato, nel 2001,17.243 casi.
Funzione del rene
• I reni filtrano i prodotti di scarto e i liquidi in eccesso nel sangue.
• I reni inoltre producono ormoni importanti per la formazione del sangue, pressione sanguigna e la formazione delle ossa.
• Il sangue entra nei reni attraverso l’arteria renale e viene “lavorato” in piccolo tubicini chiamati nefroni, per poi essere reintrodotto nella circolazione attraverso le vene renali.
• Le sostanze di scarto filtrate dai nefroni formano l’urina, che viene raccolta nella parte centrale dell’organo e passate poi, attraverso tubi chiamati uretere, alla vescica.
Conseguenze dell’insufficienza renale
• L’insufficienza renale acuta insorge improvvisamente ed è solitamente causata da tossine. Questo tipo di malattia renale è reversibile se si elimina la causa.
• L’insufficenza renale cronica si manifesta più lentamente, ma di solito non è reversibile..
• Il declino della funzione renale può causare potenzialmente complicazioni all’intero organismo.
• La funzione renale ridotta può causare pressione alta. Circa il 2% dei pazienti soffre di pressione alta.
• Tra le conseguenze può esservi una riduzione della produzione dei globuli rossi, generando così anemia. A tale conseguenza si può ovviare con trasfusioni o medicinali a base di ferro e eritropoietina.
• Tra le conseguenze vi è anche la comparsa di sviluppi cardiovascolari.
• Malattie ossee, come osteoporosi sono inoltre comuni, a causa dei livelli alterati di calcio e fosforo nel sangue.
• Si annoverano inoltre modifiche al normale stato psichico, tra cui agitazione, letargia, sbalzi d’umore, difficoltà di concentrazione, demenza o perdita delle facoltà mentali.
• Aumento del rischio d’infezioni.

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